C’è un momento, nell’educazione, che nessun protocollo è in grado di prevedere. È il momento in cui qualcosa si rompe: la rottura di un equilibrio, forse di un’immagine del mondo, del già noto del proprio esistere. Ed è proprio in quell’istante che l’atto educativo ha inizio. Dove l’equilibrio vacilla, e d’improvviso accade qualcosain grado di generare cambiamento. L’atto educativo, nella sua forma più propria, produce discontinuità.